lunedì 20 maggio 2013

Ricordate Levante-Deportivo? Adesso si indaga.



La Procura spagnola ha aperto un'indagine sulla partita Levante-Deportivo di Liga disputatasi il 13 aprile scorso e finita 0-4.
Vi abbiamo ampiamente parlato sul Blog dell’incontro e di tutte le successive polemiche. Tutto è iniziato con Javi Barkero, il centrocampista del Levante, che al termine del primo tempo avrebbe accusato i suoi compagni, Ballesteros, Juanfran, Munúa e Juanlu, di scarso impegno. Da quel momento i sospetti sono cresciuti. In aggiunta, si era registrato un ingente giro di scommesse sul risultato del primo tempo e terminato sul punteggio di 0-3.
La Procura sostiene che nell'affare sarebbe coinvolta anche la mafia cinese che, attraverso giocatori spagnoli con un passato in Oriente, avrebbe contattato alcuni giocatori del Levante per combinare la partita.
Il problema del calcioscommesse e delle partite combinate nella Liga è da tempo al centro delle discussioni: già ad aprile, nel giorno del suo insediamento a presidente della Liga, Javier Tebas aveva dichiarato: "So di alcune partite che sono state vendute".

sabato 18 maggio 2013

Verona-Empoli: biscotto o no?



La partita Verona-Empoli sta scatenando un putiferio nelle ultime ore. Come mai? Semplice: il pareggio garantirebbe l’aritmetica certezza della promozione diretta in A ai veronesi e l’accesso ai play off ai toscani. I bookmakers e le piattaforme di exchanges fanno registrare una quota dell’ X quanto mai irrisoria e anomala: la media (al momento della scrittura del post) è di 1,25. C’è chi addirittura ha smesso di bancare il match o ha reso la partita disponibile solo in multipla. Cosa c’è sotto? Nulla.
Nessun flusso anomalo di puntate, nessun sospetto di match combinato. Semplicemente c’è un risultato che va più che bene ad entrambe le squadre. Chi banca, per cautelarsi, pone l’X ad una quota irrisoria. Semplice gestione del rischio.
PlanetWin365 ha addirittura annunciato che in caso di vittoria dei padroni di casa o degli ospiti, provvederà a versare la quota di soldi raccolti con l’X a favore della provincia d’appartenenza della squadra vincitrice con l’obiettivo di realizzare corsi giovanili di fair play e di insegnamento al contrasto del fenomeno del “match fixing”. Una bella iniziativa per un bookmaker che si è sempre contraddistinto per la particolare attenzione a questo tema. Ci auguriamo, dunque, che una delle 2 squadra possa stupirci. Stavolta c’è un motivo in più.

venerdì 17 maggio 2013

Combine: rinviato il processo su Bari-Lecce



Rinviato al 19 giugno  il processo sulla presunta combine dell’incontro Bari-Lecce, disputatosi il 15 maggio 2011 e finito 0-2. L’accusa è che il club salentino abbia “comprato” la vittoria per 230 mila euro. A giudizio con l'accusa di frode sportiva ci sono l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex difensore del Bari Andrea Masiello.
Secondo il racconto di Masiello e dei suoi amici Fabio Giacobbe e Gianni Carella, che nel frattempo hanno chiesto il patteggiamento, i soldi stati così versati: 50mila euro durante l'incontro del 22 agosto 2011 all'hotel Tiziano di Lecce, la restante parte quasi tutta in più tranche versate durante incontri avvenuti in una stazione di carburante sulla tangenziale di Bari. Al “Tiziano”, hanno detto Carella e Masiello durante l'interrogatorio che oltre a loro due c'erano l'imprenditore leccese Carlo Quarta e un'altra persona poi riconosciuta in foto per essere il legale salentino Andrea Starace.  Proprio quest’ultimo avrebbe consegnato i primi 50mila euro in contanti. La restante parte è stata data in tranches da 20mila da Quarta a Carella.
Resta da chiarire quale fosse la provenienza del denaro e se la società del Lecce calcio fosse a conoscenza della combine. Sembra ormai certo che la combine di Bari-Lecce è stata organizzata dai tre baresi il giorno prima della partita e che è stato Quarta a consegnare a Carella un assegno da 300mila euro da lui compilato e affidato al barese come pegno per assicurare ai salentini la vittoria della partita-salvezza.

giovedì 16 maggio 2013

Il Coraggio dell’onestà intellettuale.



In questi mesi sul betting exchange abbiamo letto di tutto. Spesso le opinioni sono state guidate dagli interessi, più che dall’onestà intellettuale. Quest’ultima caratteristica, invece, l’abbiamo ritrovata nell’intervento fornito da Giulio Coraggio (avvocato dello Studio Legale Dla Piper, esperto di giochi) a GiocoNews. Coraggio ha esordito sottolineando come sia una buona notizia l’arrivo del peer to peer ma che bisognerà vedere la reazione degli operatori di fronte a 2 elementi cruciali assenti nel decreto: la liquidità internazionale e l’impossibilità di creare network. Piccola parentesi: la possibilità di creare circuiti di operatori, secondo indiscrezioni raccolte da Agipro, sarà data quasi certamente in un secondo momento.
Secondo Coraggio, occorre capire “quanto il prodotto dot it potrà competere col dot com, quanto sarà interessante l’offerta italiana”. Dunque, il betting exchange è “un gioco che necessita di una liquidità molto elevata e se ci si riduce ad una liquidità solo nazionale il timore è che il betting exchange possa risultare poco profittevole per gli scommettitori”.
Infine, un avvertimento:”Dovranno essere introdotti dei sistemi di controllo molto importanti, specie in una fase come questa in cui gli scandali sulle scommesse illegali sono all’ordine del giorno. Tuttavia crediamo che AAMS sia attrezzata per questo.”

mercoledì 15 maggio 2013

Garantismo e giustizialismo sportivo: il caso Mauri.



Stefano Mauri è il capitano della Lazio, nonchè giocatore che vanta varie presenze nella Nazionale Italiana. Da quasi un anno è al centro dell’inchiesta Calcio Scommesse, in particolare l’indagine a suo carico riguarda il secondo troncone dell’inchiesta, messa in campo dalla procura di Cremona.
Sono mesi che gli sportivi italiani si chiedono: come mai Mauri, invischiato in tali faccende e addirittura arrestato e incarcerato l’estate scorsa, ha potuto disputare l’intero campionato di calcio, risultando anche decisivo in alcune partite? Non si rischia di falsare il campionato? Non sarebbe più giusto impedirgli di giocare, almeno in via cautelativa? Questo schieramento è quello dei “giustizialisti”, per i quali è più importante il sospetto che la prova effettiva di un reato.
I garantisti, invece, sono coloro che ritengono che Mauri debba continuare a giocare fino a quando non sarà eventualmente condannato. Tra i garantisti si iscrive anche il capo della procura federale FIGC, Stefano Palazzi, per il quale Mauri ha tutto il diritto di giocare visto che “la fase istruttoria non è ancora terminata, ci sono ancora delle indagini in corso e la procura di Cremona non ha ancora trasmesso gli atti". Come dire, la questione non dipende dalla lentezza della giustizia sportiva, ma dal fatto che la fase istruttoria non è ancora terminata.
Noi? Noi siamo garantisti, e tali rimaniamo. Certo, restiamo basiti di fronte alla flessibilità con cui chi è giustizialista nello sport diventi garantista in politica (ci riferiamo ad alcuni giornali in particolare). Vi è un vulnus normativo che genera sempre personalissime interpretazioni del diritto, tali per le quali Criscito non può andare all’Europeo perchè semplicemente indagato e Mauri può giocare un campionato intero dopo essere stato arrestato e incarcerato. Decidetevi!

martedì 14 maggio 2013

Ginestra (Assosnai):”Betting exchange novità che non serve”. A voi.


                                                  (Credit photo)            

Prevedibili come il caldo afoso a ferragosto. Sono arrivate le prime reazioni da parte di bookmakers e di associazioni di tutela della categoria subito dopo la notizia della pubblicazione che regolamenta in maniera ufficiale il betting exchange in Italia. Le agenzie di stampa hanno riportato le dichiarazioni di Francesco Ginestra, presidente dell’Assosnai, che si è espresso sul betting exchange. Ma cos’è Assosnai? Dal loro sito ufficiale:”La storia di Assosnai parte da lontano; è dal 1948, con la fondazione dell’Associazione Nazionale Concessionari Sale Corse che Assosnai tutela gli interessi professionali, morali giuridici ed economici della categoria. [...] I servizi per gli Associati sono studiati e realizzati per rispondere alle esigenze degli operatori del settore”.
Ad Agipro, Ginestra si è scagliato contro il prodotto betting exchange, non contro le caratteristiche italiche che rischiano di diminuire l’enorme potenziale del p2p. Lo scambio scommesse per Ginestra è dunque una novità che non serve. Peccato che le centinaia di persone che affollano quotidianamente questo Blog la pensino in maniera diversa. Secondo il rappresentante dell’Assosnai “si amplia l’offerta senza che ci sia una domanda”. Si tratta di un falso. La domanda c’è, esiste da diversi anni ed è abbastanza consistente. Soltanto che è soddisfatta soltanto dai siti .com, con conseguente danno erariale per lo Stato. Rispondere alle esigenze dei clienti, anche in Italia per una buona volta, dovrebbe rappresentare l’essenza di ogni business.
Ginestra ha aggiunto che “si punta su un prodotto che porterà meno soldi nelle casse dello Stato e che potrebbe aggravare il rischio di gioco problematico”. La prima affermazione è falsa. Riportare in Italia (attraverso un prodotto adeguato, sia chiaro) gli utenti che operano sulle piattaforme .com comporterebbe un vantaggio per l’Italia. La seconda non è supportata da numeri, cifre, ricerche. Insomma: è basata su una semplice opinione personale.
Infine, Ginestra ha concluso dicendo:“Dare a chiunque la possibilità di fare il “banco” a mio avviso svuoterà ulteriormente di valore il prodotto scommesse nella rete fisica. Troppa acqua allaga, non irriga”. Essere troppo conservatori, invece, non porta innovazione.



lunedì 13 maggio 2013

Partite truccate, ricorso inammissibile per il Monza.



Il Monza ci ha provato e ha chiesto alla Corte di Giustizia federale la restituzione dei 4 punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva per le combine che hanno riguardato tre giocatori che al tempo erano tesserati del Monza, Luca Fiuzzi, Andrea Alberti e Vincenzo Iacopino in relazione alle gare Cremonese-Monza del 27 ottobre 2010 e Pisa-Monza dell’8 dicembre 2010. Dopo la  recente sentenza del Tribunale sportivo del Coni che ha ridotto le squalifiche ai giocatori, la società brianzola ha presentato ricorso, con la tesi che è maturata un’evidente incongruenza tra le sentenze emesse dalla Cgf e quelle del Tnas e che quindi anche la posizione della società calcio Monza andrebbe rivista.
Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile e quindi i punti di penalizzazione rimangono per il Monza.
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