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mercoledì 1 ottobre 2014

Betfair torna in TV!

Betfair TV
A partire da venerdì 3 ottobre, Betfair tornerà in TV, dopo l'esperimento avvenuto in Rai durante i Mondiali. Stavolta, Betfair punterà su Sky, Mediaset e Mediaset Premium, per attirare pubblico durante le partite di Serie A, Serie B, Champions League ed Europa League. Dunque sono due gli aspetti da sottolineare, a mio avviso.

Di Zanni: detto, fatto.

Di Zanni, Country Manager di Betfair Italia, aveva annunciato al Convegno Nazionale sul Betting Exchange di Roma, importanti novità in arrivo sul fronte marketing. A poco più di 2 settimane dall'evento, ecco questa novità importantissima, che comporterà un ingente investimento da parte della società. E vi assicuro, che gli spot televisivi in occasione degli eventi calcistici, costano veramente tanto. Dunque, su questo aspetto, alle parole sono seguiti i fatti. E questo, è un fatto positivo.

Aumenterà la liquidità?

Andiamo sul pratico, sul concreto. Ovvero, su ciò che ci interessa davvero. Grazie a questa iniziativa, la liquidità nel betting exchange in Italia, aumenterà? La risposta, a mio avviso è da articolare con precisione. Premessa: la TV ha diminuito la sua influenza in questi ultimi anni, ma è ancora viva e vegeta. Creare spot per questo medium, significa aumentare la visibilità del marchio Betfair. Dunque, in termini generali, dovremmo assistere ad un aumento di iscritti alla piattaforma.
Ma tra tutti i nuovi iscritti, credo che solo una percentuale inferiore al 50% proverà realmente il betting exchange, per tutta una serie di ragioni (apprendimento non sempre semplice, maggiore complessità, dinamiche differenti). Dunque, ritornando alla domanda iniziale: a mio avviso, grazie a questa iniziativa, la liquidità aumenterà sì, ma in maniera irrisoria. Però, si tratta di un piccolissimo passo in avanti, che a mio avviso va accolto positivamente da parte degli amanti del punta e banca in Italia.

lunedì 29 settembre 2014

Mobile Gaming: la classifica delle nazioni più sfigate

Tavolo da gioco
Numeri da urlo, quelli del mobile gaming in Gran Bretagna. Il totale della spesa dei consumatori ammonta infatti alla cifra sbalorditiva di 2,5 miliardi di sterline, un business dunque decisamente allettante che può essere pianificato e impennato attraverso opportune campagne di marketing.

Questo sarà uno dei temi centrali del Mobile and Tablet Gambling Summit, forum in programma dal 10 all’11 novembre a Londra, al quale prenderanno parte oltre duecento tra operatori e relatori internazionali. Tra essi spicca Amitabh Ghatak (William Hill), che parlerà delle opportunità offerte dal gambling su diversi dispositivi modbili, Andrew Walton (Sky Bet) e Lucinda Kelly (Paddy Power), che interverranno su come costruire una perfetta esperienza multi-canale. Il parterre dei relatori prevede inoltre le attese relazioni di Pan Kotopoulos (Unibet), e di Tania Seif (Coral) su come acquisire e fidelizzare i clienti con strategie efficaci di social media, l’ormai famoso engagment.

L’industria del gioco d’azzardo gode quindi di ottima salute: gli indotti che derivano dal settore che ruota attorno a scommesse sportive, poker, slot machine e blackjack, stanno rispettando le previsioni dei reparti commerciali dei principali operatori nazionali e internazionali. Una crescita frutto del progresso tecnologico attuato dagli sviluppatori negli ultimi anni: applicazioni per smartphone e tablet curatissime nei particolari, modalità multiplayer, sfide in tempo reale con altri utenti sfruttando le potenzialità di Internet, engagment e scambio continuo attraverso social network come Facebook, Twitter e Google+. L’era 2.0 a competo servizio del gambling e di tutti gli altri settori che utilizzano la Rete per far crescere il proprio brand.

Ma non è tutto oro quel che luccica, perché il gioco in senso lato si trascina dietro di sé anche perdite (più o meno consistenti) per milioni di utenti nel mondo.

Negli ultimi mesi è stata stilata una interessante classifica per nazioni sulla base dei dati forniti in un report rilasciato da H2 Gambling Capital. In buona sostanza si tratta della top ten mondiale basata sulle perdite medie annue per persona nel gioco d’azzardo.

Il tema è stato approfondito in una guida pubblicata dal blog Giochi di Slots, analizzando paese per paese tutti gli aspetti politico-economico-sociali legati a questa interessante report.
L’ampia gamma delle nazioni presenti in questa special list è decisamente sorprendente, in quanto comprende nazioni economicamente al top, ad altre in piena crisi recessiva e prossime al default. Uno degli aspetti più interessanti che emerge dall’analisi riguarda i rapporti e le relazioni tra i governi e il mondo del gioco d’azzardo: dai paesi dove il gambling è parzialmente o totalmente illegale a quelli dove viene incoraggiato da leggi ad hoc, le perdite annuali pro capite differiscono solo leggermente. Le motivazioni sono ovvie: la crescente popolarità delle piattaforme di gambling ha abbattuto le frontiere del proibizionismo e dell’illegalità rendendo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo possibile l’accessibilità ai giochi online, così il veto imposto da alcuni governi non fa alcuna differenza per i giocatori abitudinari.

Quali sono i paesi più perdenti nel gioco d’azzardo? Ecco le 10 nazioni con i più sfortunati highrollers del mondo:

1° Posto AUSTRALIA
1288 dollari in perdite annuali per persona
2° Posto SINGAPORE
1174 dollari in perdite annuali per persona
3° Posto IRLANDA
588 dollari in perdite annuali per persona
4° Posto CANADA
568 dollari in perdite annuali per persona
5° Posto FINLANDIA
533 dollari in perdite annuali per persona
6° Posto ITALIA
517 dollari in perdite annuali per persona
7° Posto HONK HONG
503 dollari in perdite annuali per persona
8° Posto NORVEGIA
480 dollari in perdite annuali per persona
9° Posto GRECIA
420 dollari in perdite annuali per persona
10° Posto SPAGNA
418 dollari in perdite annuali per persona

Per la guida completa collegatevi a questa pagina web.

Nella mente di uno speculatore del betting

Brain
Credit Photo
In occasione di un evento sportivo, uno scommettitore pensa: “Chi vincerà?”. Analizzerà dati e classifiche, si farà condizionare dall’intuito e dal tifo, e deciderà su chi scommettere.
In occasione di un evento sportivo, un trader pensa: “Quale quota scenderà? Quale salirà?”. Analizzerà gli andamenti del mercato, soprattutto internazionale, ragionerà sfruttando l’esperienza e prefigurando scenari di variazione di quota, e deciderà cosa puntare e cosa bancare.

In occasione di un evento sportivo, uno speculatore pensa: “Quale quota è fuori mercato?”. Confronterà la quota con altre presenti in quel momento nel mercato estero, individuerà quella che altrove è già più bassa, e punterà forte.
In poche battute abbiamo cercato di farvi capire cosa distingue uno scommettitore, un trader e uno speculatore. Se il primo punta e spera di vincere, e il secondo punta o banca attendendo la variazione della quota, il terzo non fa ragionamenti: la quota è alta rispetto al mercato, quindi va giocata. Più è alta, e più bisogna giocarla. L’esito? Non ci interessa, perché giocando in questo modo alla lunga vincerò matematicamente.

Lo stesso ragionamento vale anche di fronte ad eventi live: lo scommettitore rifletterà su quale evento si verificherà, e su quello scommetterà; il trader ragionerà su quale quota salirà o scenderà, e in base a questo deciderà su cosa puntare e su cosa bancare; lo speculatore valuterà quale quota è “fuori mercato” e punterà su quella, ad occhi chiusi, indipendentemente dal fatto che la stessa possa scendere o salire entro un lasso di tempo.

sabato 27 settembre 2014

Come recuperare i soldi presenti su Bet365.com?

Ira (a ragione!) degli utenti residenti in Italia che da un giorno all’altro e senza nessun pravviso (nè email, nè telefonate: nulla!) si sono trovati esclusi da Bet365.com e reindirizzati automaticamente al .it. Ehm...vi ricorda qualcosa? :-)

Inserendo i dati degli accessi che gli utenti utilizzavano con il .com si sono ritrovati automaticamente iscritti al .it, ma con saldo 0,00 €. Gli utenti reindirizzati possono però usufruire del bonus di benvenuto, e cioè depositando almeno €5 hanno il diritto a un bonus del 100% del versamento fino a un massimo di €50.

Come recuperare i soldi presenti sul conto .com? 

I fondi non sono stati trasferiti dal conto .com al conto .it, ma il saldo viene restituito automaticamente (con tempi +/- lunghi) tramite il metodo di pagamento con cui è stato effettuato l’ultimo deposito. Alcuni utenti hanno dovuto inviare nuovamente il documento di riconoscimento, su richiesta del servizio clienti, quindi è sempre meglio contattarli. Si potrebbe pensare che il metodo più veloce per avere informazioni dal servizio clienti sia la chat, ma vi sbagliate! Guardare per credere. Abbiamo fatto una prova, avviando la chat di Bet365, questo è il risultato:

Bet 365 Live Chat



Devo aspettare 4 ore e 22 minuti in chat?!? In realtà non sono realmente 4 ore e 22 minuti, ma solo perchè la maggior parte delle persone in coda ci rinuncia! Tra i commenti del post su Bet365 che abbiamo fatto qualche giorno fa, c’è anche chi ha lamentato tempi di attesa superiori alle 5 ore. Quindi nel momento dello screenshot...siamo stati pure fortunati :-D

E le scommesse attive sul .com?
Tutte le scommesse precedentemente piazzate con bet365.com sono valide. Se risulteranno vincenti, le relative vincite saranno pagate sul conto su cui sono state piazzate (quindi sul .com). Occorre poi contattare il servizio clienti per richiedere il prelievo di tali fondi. Comunque è possibile chiedere tramite email, indicando il nome utente e la password, un estratto conto delle scommesse ancora aperte.

Qual è la vostra esperienza? 

Qual è la vostra esperienza con Bet 365 in questi giorni? Siete riusciti a riavere normalmente i vostri soldi? O siete ancora in attesa? Commentate questo post raccontando la vostra esperienza, in modo tale che tutti possano avere una visione completa della situazione al momento.

giovedì 25 settembre 2014

La liquidità nel betting exchange .it è un falso problema?

In rete, ogni giorno, mi capita di leggere di tutto sul tema del betting exchange. Sono un curioso esploratore del settore e amo leggere molte notizie riguardo le più disparate strategie, strumenti utili e discussioni legate alle caratteristiche del betting exchange. In Italia, da 4-5 mesi, l'argomento più gettonato è la liquidità. Ne leggo, sul tema, di tutti i colori. Tra le affermazioni più bizzarre che mi è capitato di leggere, trovo la frase:"la liquidità nazionale è un falso problema".

La liquidità è un problema serissimo

La liquidità, in una piattaforma di betting exchange, è tutto. Credetemi: lo sanno benissimo, anche i vertici di Betfair. Di Zanni, al convegno sul betting exchange di sabato scorso, ha sottolineato come in realtà questo problema coinvolga solo una parte degli utenti dell'Exchange, ovvero quelli con un po' più di esperienza. Credo che questa affermazione sia vera, ma solo in parte. Avere una buona liquidità, conviene a tutti, anche ai neofiti. i quali sentono meno il problema semplicemente perchè sono disinformati o poco informati sull'argomento. Di seguito, illustrerò perchè la liquidità esclusivamente nazionale sia un problema reale, altro che falso!

Mercati efficienti

La liquidità consente di avere mercati efficienti, dunque tendenzialmente più stabili di quelli poveri di liquidità. Per far comprendere meglio questo aspetto, ieri ho effettuato un doppio screenshot, sul match Montpellier-Monaco (Ligue 1). La prima immagine che vedete di seguito, riguarda il mercato su Betfair.com.

Montpellier - Monaco

Come potete notare, la differenza tra punta (back) e banca (lay) è minima. Divari minimi separano le 2 colonne, sui 3 esiti (1, X, 2)

Ora, di seguito, vi mostrerò lo screenshot preso da Betfair.it, più o meno negli stessi istanti.

Ligue 1 Betfair.it

Notate i divari? Prendiamo come esempio, l'1 del Montpellier. La colonna del punta è a 3,45 mentre quella del banca...a 3,7! Questo, accade perchè c'è una discrepanza troppo elevata tra la lavagna del punta (102,9%) e quella del banca (96,6%). Lo stesso meccanismo si ripete sulla X e sul 2. 
Perchè ci interessa tutto ciò? Perchè tendenzialmente sarà più semplice fare trading (o scalping) in un mercato dove le lavagne sono vicine e tendenti al 100%. In più, le operazioni saranno nettamente più veloci, consentendo di stare meno sul mercato e dunque, abbassare il rischio. In live, questa discrepanza, si sente, eccome!

Minori oscillazioni di tick

Un mercato meno liquido, semplicemente, genererà meno oscillazioni di tick. Per un trader, questo aspetto, è tutto, dato che speculiamo sui movimenti (anche minimi) di quota. Una quota che resta a lungo immobile, non è positiva per un trader (o uno scalper). Questo ci costringerà ad effettuare un numero complessivo di operazioni inferiore a quanto faremmo normalmente. Facendoci ridurre gli introiti. 

Quote meno convenienti

Un mercato poco liquido, genererà quote meno convenienti per gli utenti. Ricordiamo, inoltre, che non basta tenere in considerazione il fattore lavagna. Infatti, se il 102,9% è una lavagna inferiore a gran parte dei bookies tradizionali, bisogna sempre considerare il fattore commissione sulle vincite nette (5% su Betfair, 0% su Betflag...per ora). 

È più difficile abbinare cifre importanti

Coloro che operano come traders part-time, o full time, hanno conti cospicui. Tante operazioni che generano basse percentuali di ritorno economico sono possibili solo grazie a conti imponenti. Infatti, un tipo di trading fatto in maniera professionale, ma con un conto poco abbondante, genererà ritorni poveri. Invece, un trading professionale, ma fatto con un conto cospicuo, permetterà di portare buone cifre a casa. Questa seconda opzione, al momento, sulle piattaforme .it, è impossibile da mettere in pratica. Andare in un mercato e cercare di abbinare somme a 3 cifre è semplicemente un rischio troppo elevato, dato che sarà molto difficile cercare di abbinare in tempi ragionevoli la somma. 
Quindi, finchè si opera con 2-3-5€, tutto ok. Quando si inizia ad operare con 100-200-300€ iniziano i problemi. Per cui, diviene conveniente puntare cifre notevolmente inferiori ad operazione. 

Cash Out meno conveniente

Proprio a causa dell'eccessivo divario tra punta e banca, anche il cash out diventa meno conveniente. Se il Cash Out diventa meno conveniente, vuol dire che nel caso di trading negativo, avremo maggiori perdite. In caso di trading positivo, avremo minori ritorni. Tutto questo, nonostante il Cash Out sia una funzionalità importante e innovativa per il mercato italiano. 

Conclusioni

Chi segue questo Blog (e siete ogni giorni di più...grazie!), sa benissimo la linea di pensiero che accompagna ogni singolo post presente qui. Noi valutiamo solo la realtà concreta quotidiana e cerchiamo di farlo con la massima onestà intellettuale. Sappiamo benissimo le difficoltà che accompagnano i risvolti normativi che consentirebbero un ampliamento della liquidità. Dunque, ogni eventuale miglioramento, avverrà in tempi non brevissimi. Allo stesso tempo, non possiamo dire eresie. La liquidità non è un falso problema, ma è falso chi nasconde il problema. 

PS: spammate questo post ogni volta che una capra vi dice che la bassa liquidità non è un problema. 




martedì 23 settembre 2014

Bet365.com chiude ai residenti in Italia. E ora?

Bet365 Italia
Anche Bet365.com ha deciso di chiudere l'accesso ai residenti in Italia, per puntare sull'apertura del .it. Perchè ci occupiamo di un bookie tradizionale su un blog legato al betting exchange? Per 2 ragioni.

1) La vicenda di Bet365.com, ricorda molto da vicino, quanto è successo con tutti noi ex ".commisti" ad aprile con Betfair.

2) Bet365.com era (ed è) un bookie apprezzato. Non sarà tra i bookies che tendenzialmente guidano i cambiamenti di mercato, ma comunque molti utenti italiani avevano deciso di creare il proprio conto lì proprio a causa della buona offerta complessiva.

Bet365.com e Bet365.it, sono uguali?

No, esattamente come avviene con Betfair.com e Betfair.it. In quest'ultimo caso, le differenze sono ancora più evidenti perchè si tratta di un Exchange e dunque, i limiti normativi legati alla liquidità esclusivamente nazionale, si fanno notare di più. Ma tendenzialmente, Bet365.com conserva un grande vantaggio in termini di offerta complessiva, quote, mercati rispetto al .it. Ne abbiamo parlato anche ieri nella nostra fanpage ufficiale. Per far notare meglio questa differenza, ho preso in esame il  match Real Madrid - Elche. Sul .it, il numero di mercati disponibili per questo evento ammonta a 11, mentre sul .com ammonta a...21. Insomma, stessa veste grafica, ma sostanza nettamente differente.

E adesso? 

Ora, succederà in piccolo, ciò che è successo con Betfair.com. Dunque, si andrà alla caccia di prestanomi stranieri fidati, per riaprire un nuovo conto. Altri, invece, si rassegneranno all'idea del .it e invece apriranno il conto proprio lì. Questo meccanismo, non riguarderà propriamente i Traders puri, ma tutti coloro che guadagnano col betting, cercando quote value, creando conti imponenti sui vari bookmakers per sfruttare arbitraggi, surebets e robe varie. A proposito, stiamo preparando un approfondimento proprio su questo aspetto, per cui, non perdetevelo nei prossimi giorni.

Perchè è avvenuto ciò?

Ora, che ormai da anni vi leggo quotidianamente, già so la vostra reazione. Ci saranno alcuni che grideranno al complotto massonico-religioso-politico-economico, altri che si scaglieranno contro AAMS, altri che inizieranno a creare le iniziative più disparate per tentare l'impensabile riapertura del .com. Personalmente, che conosco l'ambiente da un bel po' e ho modo di parlare con insider del settore quotidianamente, vedo la situazione molto più semplice. Ovvero: un bookie, che ha interessi in vari settori (Sportsbook, Bingo, Casinò, Poker ecc), non può permettersi di rinunciare al gustoso mercato italiano. Per cui, rinuncia volentieri alla quota di residenti italiani iscritti "illecitamente" (tra mille virgolette se potessi!), per andare a conquistare una porzione di mercato in Italia importante, attraverso una specifica licenza AAMS. È semplicemente questione di business, di money, di soldi, di guadagni. Nient'altro.


domenica 21 settembre 2014

Ecco cosa penso del convegno sul betting exchange

Convegno Betting Exchange
Il convegno sul betting exchange organizzato ieri a Roma, ha fatto tanto chiacchierare. Essendo stato presente lì fisicamente e avendo assistito all'intero evento, sono una delle persone che può esprimersi in merito. Innanzitutto, ringrazio i ragazzi di Betting Exchange Italia per il cordiale invito e per la stupenda location scelta. Poi, saluto con affetto tutti coloro che ho conosciuto al Convegno e che mi hanno parlato dei loro post preferiti qui sul Blog!
Di seguito, spiegherò tema per tema, cosa ne penso di ciò che è successo ieri. Cercherò anche di rispondere alle tante domande che mi sono arrivate in queste ore.

Il Convegno

In questa settimana, ho letto qualunque cosa su questo convegno. Che fosse totalmente inutile, oppure che fosse un evento di marketing nato per parlare dei corsi a pagamento, oppure che fosse una giornata nata solo per pubblicizzare Traderline. La mia opinione? Innanzitutto, c'è solo da ringraziare chi si prodiga per creare un punto di incontro fisico per tutti gli amanti del betting exchange (in più: gratis). Personalmente, accoglierò sempre positivamente eventi del genere, anche in futuro. Il Convegno è stato inutile? Per nulla. Chi è stato presente al convegno:

  • Ha potuto socializzare con altri appassionati di betting exchange (c'erano ex ".commisti" ma anche neofiti), in una location mozzafiato.
  • Avrà Traderline per 3 mesi gratuitamente, invece che 1.
  • Ha potuto porre domande ai relatori
  • Ha potuto dibattere riguardo le simulazioni di trading live (in particolare su Cesena-Empoli).
La crescita del betting exchange, passa anche attraverso eventi del genere.

Il convegno è stato organizzato per promozionare i corsi a pagamento di Betting Exchange in Italia? Sicuramente, anche per questo. Ma il focus è stato sul betting exchange in generale, non sui corsi. Tant'è vero che si è parlato dei corsi per non più di 15 minuti sulle svariate ore passate lì. Anche qui, non vedo spunti per sterili critiche: i ragazzi di Betting Exchange Italia, tra i servizi che offrono, inseriscono anche la formazione a pagamento (sia a coloro che operano sul .com sia a coloro che operano sul .it). Legittimamente. Chi vuole, può partecipare. Se uno non vuole (per qualsiasi ragione), è libero di non partecipare. 

Traderline

Anche qui, ho sentito qualsiasi tipo di critica, da purtroppo chi non ha mai provato il software in versione italiana. Dunque non conoscendolo. Come ha sottolineato il Country Manager di Betfair Italia, la crescita del betting exchange, passa attraverso il miglioramento dell'intero ecosistema italiano. Questo ecosistema, comprende in maniera assoluta anche tutte quelle aziende che investiranno per produrre software. 

Dunque, la notizia dell'approdo di Traderline in Italia, è una piccola buona notizia per i veri appassionati di betting exchange. Poi, so benissimo che non tutti lo useranno. I software piacciono ad alcuni, ma non a tutti. Legittimo. Ma non capisco perchè Traderline non possa avere la libertà di investire dove gli pare, e soprattutto non capisco le critiche preventive verso coloro che decideranno di abbonarsi al prodotto. 

Ho avuto l'impressione di un CEO (dott. Margalho) molto ambizioso, che ha detto chiaramente di voler diventare la piattaforma di trading numero 1 al mondo. Ci riuscirà? Sarà il tempo a stabilirlo. Il prodotto, avendolo già provato, offre una serie di caratteristiche interessanti. È utile solo per chi fa scalping? Assolutamente no. Certamente, è vero che una piattaforma di betting exchange molto liquida, permetterebbe di sfruttare in pieno le potenzialità del prodotto. Il betting exchange in Italia, offre piattaforme molto liquide al momento? No. 

Altra critica che ho sentito ripetere all'infinito: l'evento è stato organizzato solo per pubblicizzare la piattaforma. Ma assolutamente, no. Credo, invece, che sia stato organizzato un degno evento per accogliere nel migliore dei modi un software che sta per sbarcare in Italia. Così, come sono certo che ne verranno organizzati altri per accogliere degnamente i prossimi software che sbarcheranno sul mercato italiano. 

Di Zanni (Country Manager Betfair.it)

La diplomazia di Di Zanni all'evento era quotata 1.01 su Betfair Exchange. Di positivo, c'è da sottolineare che ha risposto a domande su tematiche abbastanza spinose (liquidità, mercati sospesi, marketing, nuove funzionalità). Lui ha garantito di essere a conoscenza del divario che separa il .it al .com, ma anche del fatto che tutto questo è fisiologico per un prodotto lanciato da qualche mese. Ovviamente, qualsiasi paragone risulta improbabile. Ecco, è un po' quello che sottolineo io da diversi mesi. Io e Di Zanni, siamo peraltro in buona compagnia. Ricordate le parole di Bancora sull'argomento?

Altro aspetto positivo, riguarda la promessa di migliorie costanti nei prossimi mesi, sia per quanto riguarda la piattaforma, ma anche per quanto riguarda il marketing, specificatamente rivolto al betting exchange.

Sulla liquidità, il punto è questo. Betfair.it, è pienamente consapevole del fatto che il fattore critico di successo di una piattaforma di betting exchange, sia proprio la liquidità. Detto questo, ci sono una molteplicità di soluzioni per migliorare questo aspetto: crescita organica degli iscritti, più software, più affiliati, più formatori, liquidità condivisa tra piattaforme italiane, liquidità condivisa con alcuni paesi selezionati, liquidità internazionale. Tutte queste soluzioni, sono allo studio della società. Ora, chi ha un po' di sale in zucca, sa benissimo che non tutte queste variabili dipendano dalla società. Alcune, infatti, dipendono esclusivamente dal regolatore.

Ora, c'è un altro aspetto da considerare. Ovvero: l'utenza media del betting exchange in Italia, al momento, non si preoccupa del problema della liquidità. Non tutti coloro che operano su Betfair Exchange hanno anni di esperienza alle spalle. Per molti, Exchange significa puntare sull'1 del Milan, sperare che segni per poi andare a bancare. Ma senza conoscere le molteplici sfumature del trading o dello scalping. Credete che tutti sappiano quali sono i vantaggi di un mercato liquido? O la fondamentale importanza di avere lavagne di punta e banca vicine al 100%, con quote vicine? 
Quindi, in virtù del fatto che l'utenza media del .it, al momento ha un livello di conoscenza basilare, il problema della liquidità, per Betfair (parola di Di Zanni), riguarda solo una parte di coloro che operano sulla piattaforma. Ecco, se dovessi individuare la nota stonata dell'evento, direi questo aspetto. 

Infine, un ultimo riferimento a coloro che si sono addormentati e magari faticano a svegliarsi dal sogno di ritornare sul .com. No, non ci sono possibilità di un ritorno sul .com. La realtà, è questa. L'unica possibilità, è l'emigrazione oppure cercarsi un prestanome (con tutti i rischi del caso). Betfair in Italia, continuerà a proporre i suoi tanti prodotti (Sportsbook, Casinò, Poker, Exchange ecc).