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lunedì 17 febbraio 2014

Intervista a Roberto Giangregorio (Betting Maker)

Betting MakerL’intervistato del Blog di oggi è Roberto Giangregorio conosciuto in rete anche come “Robj”. Il suo Blog (Betting Maker) è diventato un punto di riferimento, in particolare per il betting tradizionale. La sua passione gli ha permesso di creare un vero bet-store online con l’aggiunta di una pubblicazione di un libro sul tema disponibile sia in formato ebook ma anche in quello cartaceo. Non perdetevi questa chiacchierata interessante!

Raccontaci quando e come è nato il progetto del Blog "Betting Maker".
Il progetto del blog “Betting Maker” è nato quasi per caso circa quattro anni fa: i miei amici spesso (e tuttora continuano a farlo) mi chiedevano dei consigli sulle scommesse… alla fine ho deciso di condividere le mie idee, qualche mia strategia e, quindi, le mie giocate sul web. Potevo restringere la visibilità del blog a pochi intimi ma non mi sembrava un’idea socialmente azzeccata… ho deciso di condividere il mio modus operandi con tutti gli altri appassionati del betting, esponendomi anche alle critiche, sia gratuite, sia costruttive.

All’inizio era un semplice diario poi è diventato qualcosa di più, un sito dove anche i lettori diventano parte attiva: ci confrontiamo sulle strategie da adottare, mi scrivono sui social network, via mail, mi chiedono consigli o esprimono le loro incertezze. Faccio del mio meglio per aiutarli… se non altro ci provo. La loro partecipazione è per me uno stimolo, la vera linfa che tiene ancora in vita il blog. D’altronde per imparare e crescere in ogni campo della vita non ci vuole solo l’esperienza (gli errori aiutano), il confronto con gli altri è fondamentale: aiuta a costruire una conoscenza collettiva. E poi se non avessi letto altri blog del settore o conosciuto persone più preparate di me non avrei avuto modo di riflettere sulle varie peculiarità del betting né di imparare la metà delle cose che ora so. Come dico spesso ai miei studenti, Scrivere aiuta ad imparare, pertanto questo blog sul betting è solo un piccolo block notes, una raccolta di appunti per il mio “studio” a disposizione della collettività. Nelle mie pagine non troverete un pronosticatore infallibile ma un giocatore disciplinato. Nel gioco si può anche perdere ma è bene farlo con un criterio prestabilito.

Il saldo attuale della cassa è di oltre 6.000€ a stake prevalentemente basso. Come ci sei riuscito? In quanto tempo? Quali sono le strategie utilizzate?
È decisamente un buon risultato, sono consapevole di avere un percentuale di successo per ogni sessione di gioco molto elevata (circa il 66%). Il segreto? Non è facile dare una risposta univoca, è un insieme di cose, credo, ma non può costituire una garanzia: leggo le notizie sulle gare, sulle formazioni, analizzo gli incontri dal punto di vista statistico (con alcuni fogli elettronici da me preparati), considero il fattore campo, lo stato di forma degli atleti, le motivazioni di una squadra rispetto ad un'altra, le oscillazioni dei volumi delle puntate sui siti di scommesse più autorevoli, ragiono sulle quote e mi confronto anche con qualche punter più bravo di me. In definitiva, prendo appunti, fisso il mio obiettivo, decido quanto sono disposto a perdere e, se le condizioni lo consentono, cerco di giocare con le probabilità matematiche dalla mia parte.

Ho ottenuto questi risultati in circa quattro anni ed ho utilizzato diverse strategie, ne elenco qualcuna: dal pluri-gettonato Masaniello, al semplice Trixie, ai calcolatori dutching, alle progressioni come la Norak, la Fibonacci e il Paroli o agli staking plan ideati da me. Spesso ho anche bancato gli 0-0 a mezz’ora dal fischio finale. Per le progressioni, ho quasi sempre selezionato una o due gare in modo da ottenere una quota alla pari. In definitiva, mi sento di dire che bisogna essere informati, investire del tempo, guardare molte partite, gestire la cassa con disciplina (ad esempio, usare come leva il denaro dei bookmakers e non il nostro) e avere un approccio psicologico giusto. Racchiuderei il tutto in quattro parole: Passione, Strategia, Disciplina e Psicologia. E la fortuna? La fortuna la lascerei ai giocatori del Superenalotto; per chi ha una strategia, ed è disciplinato nell’applicarla nel medio - lungo termine, la fortuna ha un ruolo trascurabile.

Raccontaci della strategia del Trading Bet applicato ai bookie tradizionali.
Il Trading Bet non è proprio una strategia, è un foglio elettronico che mi permette di fare trading sportivo sui book tradizionali. In pratica è impostato in modo da equalizzare le vincite. Per fare un esempio, in pre-match punto 100€ sul segno 1 di una partita di calcio a quota 2,00. Se la squadra di casa segna il primo gol, la doppia chance X2 subirà inevitabilmente un rialzo.

Poniamo che arrivi a 3,75; puntando 53,33€ avrei un guadagno di 46,67€ a prescindere dal segno che uscirà. I decimali in realtà non si possono puntare, pertanto si approssima per difetto. Ovviamente si deve scegliere un incontro giocabile in modalità “live”. Il potenziale guadagno dipende anche dal minuto nel quale la squadra di casa passa in vantaggio. Utilizzo questo foglio soprattutto per puntare la doppia chance 12 al 55’ del secondo tempo su gare bloccate sullo 0-0. Statisticamente il risultato a reti inviolate è uno dei meno probabili. Al primo gol si chiude la giocata puntando sul segno X per un return medio del 20%. È consigliabile guardare in diretta la gara prima di effettuare un’operazione di questo tipo.

Hai scritto un ebook sul tema del betting in vendita su Amazon dal titolo "L'arte del Betting". Di che argomenti specifici parla?
Il mio ebook (è disponibile anche in formato cartaceo) vuole essere una guida a 360 gradi: sia per coloro che si avvicinano al microcosmo “betting” per la prima volta, sia per quelli che scommettono da tempo con risultati pessimi, sia per gli esperti in cerca di nuovi spunti. Dopo una breve introduzione sulla storia del gioco, cerco di spiegare un po’ come mi muovo all’interno di questa giungla: dai parametri che considero per la formulazione di un pronostico, ai vari metodi che si possono adottare per gestire la cassa di partenza. Perché la differenza tra il buono e il cattivo punter non sta tanto su cosa si scommette ma sul come. Bisogna saper amministrare le proprie risorse proprio come fa un ragioniere.

Non bisogna però pensare con le cifre ma in termini percentuali. Guadagnare il 5% di un capitale ogni giorno sarebbe un risultato grandioso a prescindere da quale sia la cifra del capitale stesso. Pochi lo capiscono. Pertanto descrivo le peculiarità delle progressioni che utilizzo maggiormente e illustro le decine di metodi da me creati in Excel, alcuni sono delle vere e proprie manovre finanziarie. Cerco di far capire ai lettori l’importanza delle singole sulle multiple con dei semplici ragionamenti matematici. Molte persone continuano a non capirlo, vogliono vincere cifre esagerate con gli spiccioli ma finiscono con il regalare denaro ai bookies: compilare lenzuola da 10 partite è un po’ come giocare al gioco del lotto… ci si affida alla dea bendata. Se per Camillo Benso Conte di Cavour il Lotto era "l’imposta sugli stolti", per il matematico e statistico Bruno de Finetti, noto soprattutto per la formulazione della concezione soggettiva operazionale della probabilità, era “la tassa sugli imbecilli”. Detto questo, detto tutto! Mi soffermo anche sull’aspetto psicologico del gioco, ogni giocatore dovrebbe chiedersi prima di tutto perché gioca. Quali sono i suoi obiettivi realistici? Quanto è disposto a perdere? L’atteggiamento nei confronti del betting è fondamentale… se si è superficiali o si scommette  solo per occupare un vuoto esistenziale non si può pretendere anche di vincere (la storia ci tramanda come l’Imperatore Augusto riuscì a rovinarsi scommettendo, in modo compulsivo, 200.000 sesterzi in una sola giornata). D’altronde nel betting è risaputo: ha successo chi sbaglia di meno. Essendo poi cosciente dell’imminente avvento del betting exchange in Italia, ho introdotto l’argomento cercando di dare ai miei lettori un semplice Know-How, in attesa degli eventuali sviluppi. Appena avrò la possibilità di testare questa nuova opzione di gioco, inizierò a ragionarci sopra. Probabilmente, per l’estate, l’ebook sarà implementato di chiarimenti, nuovi spunti e metodi, anche sul betting exchange. In definitiva, questa guida non serve solo a fornire una metodologia di lavoro e degli spunti di riflessione, ma vuole anche suggerire il seguente monito: “È inutile rincorrere vincite rapide e cospicue, frutto del caso e non della nostra capacità, dobbiamo puntare sul nostro ingegno, sulla nostra preparazione, rodare il metodo giusto, fissare un target, cercare di capire qual è la strategia migliore per le nostre tasche”. Ci vuole anche buon senso (mai essere avidi), umiltà e tanta pazienza. Probabilmente sarebbe più corretto pensare che non stiamo giocando, stiamo investendo tempo e denaro. Ed entrambi meritano rispetto. Ogni volta che riesco a sottrarre un solo euro ai book, lo ritengo già un grande successo.



Infine, cosa ne pensi dell'imminente arrivo del betting exchange in Italia? Utilizzerai le piattaforme di scambio scommesse nelle tue strategie?
Come tutti gli appassionati del settore, sono molto curioso di vedere come funzionerà la borsa delle scommesse nel nostro paese. Ormai ci siamo, manca davvero poco! Ovviamente la testerò con le mie strategie perché sono convinto che possa offrire diverse possibilità di guadagno. Potrebbe essere, almeno inizialmente, un prodotto di nicchia, qualcosa che attrarrà gli utenti più esperti. Chi è abituato a fare le bollette in agenzia continuerà a farle… ma coloro che operano con manovre finanziarie, che ragionano non sulla quantità ma in termini percentuali, non possono che accogliere a braccia aperte questa novità: avranno la possibilità di proporre le quote, di fare il banco, di comprare e rivendere una quota per un approccio nuovo al betting, più flessibile e coinvolgente. Uno dei problemi potrebbe essere quello legato alla liquidità dato che non verrà creato un network tra le piattaforme dei concessionari italiani e tantomeno saranno collegate le medesime piattaforme, con quelle straniere.  La liquidità nel Betting Exchange, come per i mercati finanziari, è  indispensabile per il suo funzionamento e particolarmente per effettuare il trading sulle quote: con una liquidità scarsa potrebbe risultare difficoltoso entrare ed uscire da un mercato con un basso profilo di rischio. Comunque è inutile essere disfattisti prima di avere sperimentato il prodotto. Siamo agli albori, magari ci vorrà un periodo di assestamento, ma siamo quantomeno sulla strada giusta.
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4 commenti:

  1. Da ammirare la tua passione e tempo che dedichi allo studio, quello che dici e tutto vero !
    CÈ un piccolo grande problema. Che i monopoli e aams sono il cancro delle scommesse in Italia !
    È tutto organizzato per farti perdere, elenco : con un profitto di margine che arriva a 112 puoi fare tutti i calcoli che vuoi impossibile superarlo, ecco perchè con compagnie a 102 e con shopping intelligente il tuo lavoro e tempo diventerebbe produttivo ( Cambia nazione, ti suggerisco inghilterra ).
    Adesso le quote si sono livellate, si certo cacciate fuori i .com la snai presenta le migliori quote ( guarda caso ).
    È assente u/o 0.5 perche tanto i bookies nostrani hanno dei limiti, xchè stuzzicare quelli che puntano tanto ? non parliamo per quelli che vincicchiano che non sono graditi ( categoria nota all estero ) in Italia inesistente
    2 euro giocata minima ? per tenere lontano giocatori come te che le giocate e sviluppi complicati e variegati sono altra cosa che quelli offerte dalle compagnie per attirare il topo nella gabbia.
    Gli undici centesimi a colonna che mai verranno introdotte ( darebbe occasione a migliaia di appassionati come tè ) non sono graditi, gli amanti delle singole nemmeno.
    Lasciamo perdere il commento del betting exchange proposte e proposte per prendere tempo e illudersi, ( meno male che ci accomuna il fatto che per noi la matematica non è un opinione, si continuano ad alimentare speranze assurde nonostante in coro dite che la liquidità è essenziale. Aspettiamo tutti 14 anni allora e creiamo un exchange di serie D per gli appassionati Italiani. Qua nessuno è fesso !
    Per aams e bookies aspettate il 19 marzo in sicilia, giorno di San giuseppe !
    La fine avverra comunque senza bisogno di sprecare un cerino.

    RispondiElimina
  2. 6k in 4 anni sono un po pochini, io li faccio in due mesi ma chiaramente gioco solo sui punto com
    sugli it è impossibile operare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ogni investimento, il guadagno è in proporzione alla cifra investita. Non dimentichiamolo mai.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina

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