Peer to peer betting: il precursore del Betting Exchange


La prima forma moderna di scambio scommesse è stata messa in pratica grazie alla piattaforma flutter.com agli inizi del 2000 con il peer to peer betting, una vera e propria rivoluzione per l’epoca. Il meccanismo adottato è stato semplice ma rivoluzionario: la piattaforma, infatti, ha dato la possibilità di far sfidare utenti contro utenti, distruggendo il tradizionale binomio scommettitore-bookmakers.
L’incontro tra domanda e offerta tra i vari utenti ha di fatto trasformato flutter.com in un mini mercato azionario, con oscillazioni di quote frequenti e in tempo reale.
Nel corso della sua vita, flutter.com ha avuto sostanzialmente un solo grande rivale: betfair. 2 le sostanziali differenze tra le piattaforme: la prima riguardava la % di commissione (2,5% per flutter, dal 4 al 5% per Betfair), la seconda riguardava l’utilizzo di quote frazionarie (Flutter) e quelle di quote decimali (Betfair).
Le differenze hanno cessato di esistere in seguito all’acquisto da parte di Betfair di Flutter. Ciò ha trasformato Betfair in una vera e propria armata in grado di controllare da sola oltre il 90% del mercato del betting exchange. Il resto è storia: ancora oggi, nel 2012, Betfair è leader nel mercato del betting exchange ed è pronta a sbarcare in Italia, proponendo il suo modello di successo anche nel Belpaese.  Una domanda, però, è d’obbligo: chi riuscirà a divenire il Flutter d’Italia? Quale sarà la piattaforma (o le piattaforme) in grado di tenere testa a Betfair? Domande a cui è difficile dare oggi una risposta. Le risposte le scopriremo insieme, giorno dopo giorno.

Commenti