Il futuro dell'ippica



Martedì 18 dicembre si è discusso in Commissione Agricoltura il decreto “Rilancio del comparto ippico per la tutela delle razze equine”.
Il testo affida alla Federazione italiana sport equestri (FISE) le competenze e lo svolgimento dell'attività tecnico-ippica dell'area “sella”, già attribuite all'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI), poi soppressa con trasferimento delle funzioni al Ministero delle politiche agricole.
Il testo istituisce l'Unione ippica italiana che ha lo scopo di rilanciare le 'attività ippiche, basandosi sulla riqualificazione etica e sportiva. L’avanzamento dei lavori è lento, ma comunque procede. Si è discusso anche dell’emendamento di Callegari (Lega Nord), ma è stato bocciato. Esso prevedeva che il 50 % delle imposte derivanti dalle attività di raccolta di giochi pubblici effettuate negli ippodromi  e dalle scommesse  su eventi virtuali fosse destinato al rilancio dell’ippica per il 90% a integrazione del montepremi dell'ippodromo nel quale è stato raccolto il gioco, per il 10% a integrazione del montepremi di prove del circuito classico.
Il comparto dell’ippico si trova in uno stato di sofferenza, sono la riprova le sospensioni delle attività che di volta in volta avvengono nei diversi ippodromi italiani.

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