Scandali scommesse a stelle e strisce




Anche negli Stati Uniti vi sono stati vari scandali legati al mondo delle scommesse. Data la scarsa tradizione calcistica del Paese guidato da Obama, le scommesse vengono fatte soprattutto sul poker, sull’ippica, sugli altri sport (basket, hockey) oltre che sugli sport tipicamente “americani” (baseball e football). Non volendo andare troppo indietro nel tempo, possiamo dire che nell’ultimo lustro ci sono state una serie di inchieste - e di arresti - riguardanti presunte combine su alcuni eventi sportivi o presunte gestioni “allegre” dei proventi da poker e gaming.
Nel Luglio del 2007, il New York Post dedicò la prima pagina ad una indagine dell’FBI su un arbitro NBA accusato di aver combinato partite da lui dirette e su cui aveva scommesso ingenti somme di denaro.
Poi toccò al poker, oggetto della famosa inchiesta Black Friday: prima fu sequestrato il sito Bodog.com, il cui proprietario insieme a tre soci fu accusato di gioco d’azzardo, riciclaggio e addirittura cospirazione; poi venne attenzionata la Full Tilt, il cui amministratore delegato, Raymond Bitar, si consegnò alle autorità statunitensi dopo un esilio-fuga in Irlanda. Le accuse nei confronti di Bitar furono di frode, gioco d’azzardo e truffa verso i giocatori, per una pena totale richiesta di 145 anni di carcere!
Infine, a fine Ottobre 2012, la polizia di New York ha arrestato 25 operatori del betting tra New York, New Jersey, Nevada, California e Pennsylvania. Tra gli arrestati anche il direttore dell’Area Betting di Cantor Gaming, Mike Colbert, e i proprietari di  PinnacleSports.com, uno dei più famosi book al mondo. Secondo l’inchiesta, le persone coinvolte avrebbero gestito un giro di scommesse online che avrebbe reso circa 50 milioni di dollari in un anno e mezzo. Oggetto delle scommesse erano le corse dei cavalli e vari incontri di football, basket, hockey e baseball.

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