Berlusconi: “Più tasse sulle scommesse”



A pochi giorni dall’apertura dei seggi elettorali per le elezioni politiche, la campagna elettorale raggiunge livelli altissimi di promesse elettorali, molte delle quali irrealizzabili. Mattatore della specialità è sicuramente Silvio Berlusconi, il cui slogan “Vi restituirò l’Imu” è stato oggetto di canzonature e satira sui principali social network. Ora Berlusconi ha aggiunto un nuovo, fondamentale particolare: i soldi necessari per coprire l’eventuale restituzione della prima rata dell’Imu e l’abolizione della medesima imposta per gli anni a venire saranno presi alzando le tasse su alcool, tabacchi e scommesse.
Questa decisione ci trova profondamente contrari, e per due ordini di motivi: primo, comparare le scommesse (in quanto tali) all’uso di alcool e tabacchi sottintende che siano nocive per la salute, mentre è notorio che solo l’abuso e la non moderazione nelle scommesse produce danni, a differenza dell’alcool e del fumo che sono pericolosi anche in piccole dosi; secondo, il settore delle scommesse è uno dei pochissimi settori dell’economia italiana che sta rispondendo alla crisi in maniera forte e decisa, senza subire i tracolli di altri settori come l’edilizia, la siderurgia, l’industria automobilistica. E cosa si pensa di fare? Tassare, tassare, tassare! Così facendo, non si fa altro che deprimere un settore che invece muove l’economia, produce occupazione ed ha notevoli possibilità di crescita quando sarà definitivamente varato il progetto Betting Exchange in Italia.
Forse Berlusconi, l’inventore del No Tax Day, ha perso un po’ del suo smalto e della sua avversione alle tasse (che non sono un male in quanto tali, ma che lo diventano quando non sono accompagnate da un alto livello dei servizi al cittadino); oppure, molto più probabilmente, l’idea di prendere i soldi lì dove ce ne stanno di più per Berlusconi non si può tradurre in una patrimoniale o in una riforma del fisco che, invece di puntare sui condoni per gli evasori e gli elusori, potrebbe fondarsi su un regime di fedeltà fiscale.
NO, troppa fatica. Vediamo quali sono i pochi settori economici italiani che non stanno in crisi profonda e aumentiamo le tasse lì. Complimenti!

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