Il lato oscuro del calcio inglese


Un libro sta facendo scalpore. “Io sono il calciatore misterioso” è il titolo dell’opera di un anonimo autore che parla del calcio inglese e dei suoi tantissimi angoli bui: dai tabloid scandalistici ai procuratori avidi, dall’abuso di alcool al sesso facile, dagli allenatori incapaci a quelli poco onesti. A metà tra romanzo e inchiesta giornalistica, il libro parla di un ragazzo della working class britannica che arriva in una grande squadra e subito capisce come gira il mondo dello spogliatoio: subisce atti di nonnismo e registra i vizi di un mondo che brilla senza essere dorato. 

Calciatori che baciano maglie pur avendo già firmato per altre squadre al solo fine di veder lievitare bonus e ingaggi, calciatori delle giovanili che vivono come star affermate, procuratori che puntano solo a togliere miliardi ai ricchi proprietari dei club, spogliatoi delle squadre ospiti in condizioni penose, omosessuali che devono starsi zitti e mai fare outing. Il vizio più amato? La cocaina? No, pare di no. Le donne? Neanche. Pare che il vizio dei vizi siano le scommesse: da quelle alla roulette a quelle sui cavalli, non lesinando quelle sul calcio e gli altri sport. Chi è la gola profonda di questo mondo, che tutto racconta in questo libro? La caccia allo spione è cominciata. C’è chi dice che è un ex giocatore di grandi squadre inglesi (Liverpool o West Ham) e che addirittura è stato nel giro della Nazionale.
Il problema, però, non è tanto scoprire chi ha scritto questo libro, quanto capire se è vero ciò che ha scritto. E’ davvero ridotto così male il mondo del calcio inglese, da tantissimi preso a modello?
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