Match fixing: pozzo senza fine.



Il procuratore capo della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino, durante un convegno che si è tenuto il 23 aprile nella sede dell’avvocatura di stato, ha fatto delle sconcertanti affermazioni parlando del match fixing in Italia.
"L'inchiesta è ancora lunga, è un pozzo senza fondo. Abbiamo a che fare con oltre 100 partite, 160 persone indagate e 200 mila telefonate intercettate tra le persone coinvolte".
Secondo Di Martino il giro di affari che c’è intorno alle partite truccate è spaventoso. Ciò che preoccupa di più però è la “tendenza a comprenderlo senza screditarlo a sufficienza", soprattutto da parte di chi sta dentro al mondo dello sport e del calcio in particolare.

"La cosa che mi ha più preoccupato nei calciatori – spiega il pm - è che quando vengono interrogati sulle partite manipolate nella parte finale del campionato, ritengono che sia un fatto assolutamente veniale. Senza contare che uno degli arrestati ci ha riferito che il 70% dei giocatori scommette sulle partite di calcio".

 E’ opinione ormai condivisa che per fronteggiare meglio il problema occorre intervenire con più incisività, inasprendo le pene previste per frode sportiva. "Oggi ci sono pene irrisorie" ha spiegato il pm di Bari, Ciro Angelillis.

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