Il Coraggio dell’onestà intellettuale.



In questi mesi sul betting exchange abbiamo letto di tutto. Spesso le opinioni sono state guidate dagli interessi, più che dall’onestà intellettuale. Quest’ultima caratteristica, invece, l’abbiamo ritrovata nell’intervento fornito da Giulio Coraggio (avvocato dello Studio Legale Dla Piper, esperto di giochi) a GiocoNews. Coraggio ha esordito sottolineando come sia una buona notizia l’arrivo del peer to peer ma che bisognerà vedere la reazione degli operatori di fronte a 2 elementi cruciali assenti nel decreto: la liquidità internazionale e l’impossibilità di creare network. Piccola parentesi: la possibilità di creare circuiti di operatori, secondo indiscrezioni raccolte da Agipro, sarà data quasi certamente in un secondo momento.
Secondo Coraggio, occorre capire “quanto il prodotto dot it potrà competere col dot com, quanto sarà interessante l’offerta italiana”. Dunque, il betting exchange è “un gioco che necessita di una liquidità molto elevata e se ci si riduce ad una liquidità solo nazionale il timore è che il betting exchange possa risultare poco profittevole per gli scommettitori”.
Infine, un avvertimento:”Dovranno essere introdotti dei sistemi di controllo molto importanti, specie in una fase come questa in cui gli scandali sulle scommesse illegali sono all’ordine del giorno. Tuttavia crediamo che AAMS sia attrezzata per questo.”

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