Saviano, scivolone sul tema delle scommesse sportive.



Venerdì sera su La7, subito dopo lo show di Crozza, è andato in onda Zeta, programma condotto da Gad Lerner. Tra gli ospiti anche Saviano, autore di un monologo sul gioco e gli intrecci con la criminalità organizzata. Premessa: il giornalista campano può piacere o meno (non è questa la sede per discuterne), ma va rispettato. Conduce una vita particolare, perennemente sotto scorta a seguito delle sue inchieste e merita la solidarietà di tutti.
Premesso ciò, abbiamo deciso di non valutare l’intervento nel suo complesso, perchè c’è già chi lo ha fatto prima di noi con grande competenza, come Alessio Crisantemi di GiocoNews.
Focalizziamo l’attenzione, invece, sul tema delle scommesse sportive.
Secondo Saviano, una delle modalità utilizzate dalle organizzazioni criminali per riciclare denaro sporco sarebbe scommettere sullo sport. Avverrebbe “quotidianamente, ogni qual volta c’è una partita”. Come? Semplice. I clan punterebbero su tutti gli esiti: 1, X e 2. La partita presa in esempio da Saviano è Juve-Inter: si punta sull’1, si punta sull’X, si punta sul 2. Secondo Saviano “in ogni caso, vinceranno”. Magari fosse così semplice!
Qualsiasi persona che abbia avuto a che fare un minimo col mondo delle scommesse, sa benissimo che le quote sono ripartite in modo tale da evitare matematicamente vincite sicure puntando su tutti gli esiti. La sensazione che abbiamo è che Saviano abbia spostato il concetto della vecchia tripla (ricordate la schedina?) al mondo delle scommesse sportive. Nella schedina, per un numero limitato di partite, si poteva decidere di puntare sulla tripla e dunque indovinare con certezza l’esito di quella determinata partita. Nelle scommesse sportive con i bookmakers ciò non è possibile. Magari, è possibile farlo (in maniera, comunque, profondamente diversa da quanto spiegato da Saviano), con l’arbitraggio sportivo.
Dunque, in conclusione, il metodo spiegato da Saviano è un metodo matematico per perdere denaro, non per riciclarlo. Uno scivolone incredibile per un giornalista della sua fama. Speriamo che il giornalista partenopeo non utilizzi la stessa approssimazione per tutte le altre sue inchieste. Sarebbe una profonda delusione.

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