Anche a La Sapienza si discute di scommesse e strategie.


Le strategie di betting entrano nelle aule universitarie. L’edizione annuale di Euro Informs, il meeting internazionale sulla ricerca operativa, si è tenuta pochi giorni fa nel prestigioso ateneo capitolino. Più di tremila esperti e imprenditori del campo dell’Operative Research si sono incontrati per informarsi e discutere sulle evoluzioni dei modelli matematici utilizzati per risolvere moltissimi problemi quotidiani, da quelli più complessi (come la gestione di una rete di trasporti cittadini) a quelli più faceti. Tra questi ultimi, un ruolo di prestigio è stato assegnato proprio alle scommesse sportive e alle strategie atte ad aumentare i profitti.
E’ stato un professore della School of Management di Southampton, David McDonald, ad illustrare i principi del Criterio di Kelly, un matematico inglese attivo negli anni Cinquanta: si tratta di un metodo matematico fondato sul principio che, aumentando la probabilità di vittoria, bisogna aumentare il capitale da investire, avendo poi la cura di dividerlo secondo un indice che la formula di Kelly aiuta a calcolare. Le teorie di Kelly, applicate nel lungo periodo, si sono dimostrate in assoluto le più efficienti nella gestione dei fondi, eliminando del tutto - o quasi - il rischio di bancarotta.
E’ possibile applicare i criteri di Kelly al betting e al betting exchange in particolare? “Un buon scommettitore dovrebbe sempre giocare solo l'ammontare che può permettersi di perdere, senza attingere ai fondi che utilizza per altre attività, e nella strategia di Kelly l'ammontare della scommessa oscilla sempre in relazione al rischio di perdita, ecco perché è utile”, ha risposto il professor McDonald, intervistato da Il Domani dello Sport.

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