Le profezie di Bet Practice

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Non esiste scommettitore che non si sia dedicato, per un breve o lungo periodo della propria “carriera”, alle statistiche. Siti come Betpractice.it si fondano sulla comparazione, o più correttamente sulla relazione, tra le statistiche e il mercato del betting exchange, partendo dal riferimento principale, ovvero Betfair.
Su betpractice.it è possibile utilizzare dei veri e propri modelli per varie classi di esito: dall’under/over a chi segna il prossimo gol, da quale squadra segna per prima al minuto del primo gol. Questi modelli mettono in relazione le statistiche sulle squadre in questione e l’andamento del mercato, parametrando anche i flussi di denaro e, quindi, facilitando il calcolo delle eventuali sure bet. Detto così, sembra la panacea di ogni male, la soluzione definitiva ad ogni problema strategico degli scommettitori di tutto il mondo.
Cosa non va, allora? La ragione è la stessa che ci porta a criticare altri modelli strategici: l’imponderabile. Ciò che molti scommettitori ancora non vogliono comprendere è che esiste una grande dose di casualità (fato, fortuna, scegliete il nome che preferite) che nessun modello al mondo potrà mai contemplare. Quale modello può pronosticare l’espulsione del portiere al primo minuto, per un fuorigioco sbagliato? Quale modello può prevedere un rigore sbagliato o un infortunio durante il riscaldamento? Quale tabella matematica possiamo applicare per prevedere errori arbitrali o l’influenza del pubblico in questa o quella fase della gara? La risposta a queste domande è semplice: nessun modello.
Con questo vogliamo dire che è tutto frutto della casualità? No di certo! Bisogna, però, entrare nell’ordine di idee che il betting exchange è, sotto questo aspetto, simile alla borsa: i guadagni migliori si hanno a lungo termine, non nell’immediato. E in questo senso, grazie alla possibilità di avere accesso alle migliori value bets, Bet Practice può costituire un valido supporto per ogni scommettitore.

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