Cosa significa giocare “sopraquota”


Quante volte abbiamo sentito parlare di “sopraquota” e “sottoquota”? Tantissime volte, sia nel campo del betting classico, sia in quello del betting exchange. Giocare sopraquota significa scommettere su una quota di mercato che è più alta della probabilità che un evento si verifichi e, quindi, del valore reale della quota stessa. Giocare sottoquota significa scommettere su una quota che il mercato ha posto sotto la soglia del valore reale della quota medesima. Tradotto in parole povere: giochiamo sopraquota quando giochiamo quote (volutamente) massime o quando scommettiamo su quote che esprimono una probabilità più bassa della reale probabilità; giochiamo sottoquota quando puntiamo su un esito considerato dal mercato molto più probabile di quanto sia nella realtà. Facciamo un esempio sul tennis, che aiuta a capirci: se due tennisti hanno eguali possibilità di vittoria, la quota pura che deve esprimere questa probabilità è 2.00. Infatti, se il tennista A e il tennista B avessero entrambi quota 2.00, giocando 10 € su A e 10 € su B non si perde nè si vince. Cosa fa il banco? Abbassa entrambe le quote (infatti la parità tra due tennisti in genere si trova a quota 1.90 - 1.90), così da costringere lo scommettitore a giocare sottoquota. Siccome il banco applica questa regola su tutte le quote di tutti gli sport (utilizzando la famosa “lavagna”), si potrebbe pensare: ma quindi il banco vince sempre?

La risposta a questa domanda è: no, non sempre. Anzi, possiamo dire che il banco vince molto meno di quanto potrebbe. Come mai? Semplice: il banco o, per meglio dire, i banchi (cioè il mercato) molto spesso sbagliano la stima della probabilità di un evento; di conseguenza, sbagliano la quota che esprime quella probabilità. E se lo scommettitore fa una stima della probabilità più veritiera (e qui non ci sono formule magiche, ma solo I.M.E.F, cioè Intuito Metodo Esperienza Fortuna), riuscirà a trovare la quota troppo gonfia, e a puntarci sopra. Così facendo, giocherà sopraquota.
Torniamo all’esempio del tennis: il tennista A ha quota 1.35, mentre il tennista B ha quota 3.00. La quota dello sfavorito (tennista B) si può spiegare, in maniera grezza, più o meno così: “a parità di condizioni individuali e oggettive, ogni tre incontri di tennis tra A e B il tennista B vincerà un incontro”. Questo è ciò che esprime il banco. Questa è “la stima delle probabilità” del banco. E la stima dello scommettitore? Il suo I.M.E.F., che dice? Se non è d’accordo con questa stima, e ritiene che il tennista B ha più probabilità di vincere una partita ogni tre, deve puntare su B; se viceversa ritiene che il tennista B ha una chance su quattro di vincere un incontro, deve puntare su A.
E adesso, fate il vostro gioco… ma sempre sopraquota!

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