Crolli improvvisi, quote capovolte, X bassi: è la fine del campionato.


Da parecchi anni, ormai, per gli scommettitori italiani e stranieri, la fine dei campionati italiani significa oscillazioni di quote, partite “acchittate”, odore (o forse sarebbe più giusto dire “puzza”) di combine. Quando si avvicina la fine non solo dei campionati di serie inferiori, ma persino della serie A, tutte le quote perdono quel valore di mercato che hanno avuto nei mesi precedenti e diventano biglie impazzite nelle mani di un manipolo di speculatori (asiatici e non solo).
Come mai? Come mai l’Italia subisce questo fenomeno più di Spagna, Inghilterra e Germania? La sfiducia nei nostri campionati è certamente maggiore di quella nei confronti dei nostri principali competitors sullo scenario europeo. Negli anni abbiamo dato un “grande” esempio di onestà: Calciopoli è stata solo la punta di un iceberg, che aveva fatto danni ben prima di Moggi e che continua a fare danni anche oggi che Moggi non c’è più. In un momento in cui pare a tutti che il male del calcio siano gli Ultras, occorre far notare che il mercato delle scommesse se ne sbatte altamente di queste dissertazione sociologiche senza capo nè coda: gli scommettitori sanno bene che non sarà mai un Genny ‘a Carogna a determinare la vittoria di un campionato o la salvezza o la retrocessione di una squadra. Molto di più possono fare gli stipendi arretrati non pagati, che spingono i giocatori a vendersi le partite; gli accordi tra federazione, lega e squadre per far fuori personaggi scomodi (ricordate Casillo, a cui fu garantita la salvezza se avesse licenziato Zeman?); il “volemose bene” che spinge squadre che non hanno più nulla da chiedere ad entrare in campo e far finta di giocare a pallone, alla faccia di coloro che hanno pagato il biglietto allo stadio o che sono abbonati alle pay-tv. Sono queste le cose, oltre ad una generale sfiducia nel Sistema Calcio italiano, che fanno oscillare le quote senza motivo o che spingono i bookmakers italiani a quotare la League One o Two due giorni prima della Lega Pro italiana (di cui, tra l’altro, non vengono quotate nemmeno tutte le partite e tutte le classi di esito).
Se persino i nostri bookies si fidano più della serie C inglese che della serie C italiana...

Commenti