La maledizione di Bela Guttmann continua


Statistiche, formule, software, studi approfonditi. Scommettere sugli eventi sportivi potrebbe tranquillamente essere una scienza esatta, se non esistesse quel pizzico di “mistero” che, poi, è l’essenza dello sport. Un mistero che sa essere contemporaneamente emozionante e pauroso, facendo piangere di gioia o di dolore con eguale intensità. E l’ennesima sconfitta in una finale europea da parte del Benfica, battuto ieri sera ai rigori dal Siviglia, si iscrive di diritto nel Libro del Mistero dello sport.
Era il 1962 quando Bela Guttmann, allenatore plurititolato del Benfica nonchè scopritore della Perla del Mozambico, alias Eusebio, litigò con la dirigenza del Benfica. Bela Guttmann era un allenatore atipico per quei tempi: una sorta di Mourinho ante litteram, molto psicologo e esperto di comunicazione oltre che profondo conoscitore di calcio. Nel 1962 Bela Guttmann arrivò terzo nel campionato portoghese, ma vinse ancora una volta la Coppa dei Campioni. Si aspettava, quindi, il pagamento di un premio da parte della dirigenza del club, la quale tuttavia disse che non era previsto nulla nel contratto e che, quindi, l’allenatore non aveva diritto a niente. O gli stava bene, o poteva andarsene. Bela Guttmann, ungherese di origine ebraica, se ne andò sbattendo la porta e lanciando una maledizione che ormai è divenuta leggendaria: “Il Benfica, senza di me, non vincerà mai più la Coppa dei Campioni”. In realtà, esiste anche una altra versione della suddetta maledizione: “Senza di me, il Benfica non vincerà mai più una coppa europea”. Non sappiamo quale delle due versioni sia la più attendibile, ma di certo sappiamo che da quel 1962 il Benfica ha disputato 5 finali di Coppa dei Campioni e 3 finali di Coppa Uefa (o Europa League, come si chiama oggi). Risultato? Zero vittorie. E le sconfitte, giusto per non farsi mancare nulla, sono state anche parecchio brucianti: l’anno scorso perse contro il Chelsea all’ultimo munito a seguito di un gol di Ivanovic; quest’anno ha perso ai rigori contro il Siviglia, il cui portiere è - guarda caso - il portoghese Beto.
Il compianto Eusebio, in occasione della finale di Coppa Campioni contro il Milan del 1990, andò a pregare sulla tomba di Bela Guttmann. Gli chiese di interrompere la maledizione. Inutile dire che le preghiere della Pelè portoghese non sono state ancora esaudite…

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