Inasprimento pene per le frodi antisportive

Alfano
Dopo i fatti della finale di Coppa Italia, dove un tifoso romanista ha ferito mortalmente il tifoso napoletano Ciro Esposito, il governo ha sentito l’esigenza di inasprire le pene sia per il tifo violento, ma anche per le frodi antisportive.

Il decreto Alfano, approvato dal consiglio dei ministri, prevede per le frode antisportive la reclusione fino a sei anni (prima era al massimo un anno) e anche la multa aumenta, arrivando fino a 4.000 euro «per chiunque offra o prometta denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzate da enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione», se poi il risultato della competizione è «influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati», allora «la pena della reclusione è aumentata fino a tre anni e una multa che sale fino a 100.000 mila euro contro i precedenti 25.822 euro al massimo».

Per il tifo violento pene per un minimo di tre anni, i recidivi potranno applicarsi le misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, estendendo nei loro confronti una disciplina oggi riservata agli indiziati di appartenenza ad organizzazioni di tipo mafioso o terroristico.

Il Ministro dell’Interno Alfano, nel corso della conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto, ha affermato che  "L'obiettivo del decreto è quello di restituire il pallone agli italiani e far giocare metaforicamente i bambini.”
Noi vogliamo un calcio pulito!

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