martedì 27 ottobre 2020

Le favorite alla vittoria della Liga spagnola

LaLiga

Le favorite alla vittoria della Liga spagnola


Quello spagnolo è, da decenni, uno dei campionati di calcio più importanti del pianeta, insieme alla Serie A italiana, la Premier League inglese e la Bundesliga tedesca. Johan Cruyff, Diego Armando Maradona, Leo Messi o Cristiano Ronaldo sono solo alcuni dei nomi più famosi di calciatori che hanno giocato sui campi spagnoli; ma la lista potrebbe continuare a lungo. In quest’articolo vedremo quali sono le squadre favorite alla vittoria della stagione 2020/2021 e perché.

La Liga: grandi campioni e ingaggi stratosferici


Prima di analizzare in dettaglio la situazione dei club spagnoli che si candidano quest’anno a vincere il massimo titolo nazionale, ripassiamo brevemente qualche dato sulla Liga, che è oggi uno dei campionati più seguiti al mondo, sia dagli appassionati di calcio sia dagli amanti dello sport in generale.



Secondo una classifica pubblicata recentemente da Sky Sport, molti dei 25 migliori calciatori degli ultimi 25 anni sono spagnoli o hanno giocato in Spagna. Tra questi, troviamo campioni come Andrés Iniesta (campione del mondo nel 2010), Zinedine Zidane (attuale allenatore del Real Madrid) o l’ex capitano azzurro Fabio Cannavaro (difensore del Real Madrid dal 2006 al 2009).

Nella Liga spagnola, inoltre, giocano o hanno giocato sei dei 10 calciatori più pagati al mondo, come spiegato da Calcio e Finanza. Si tratta dei già citati Messi (primo, con 126 milioni di euro), Ronaldo (secondo, con 117 milioni), Neymar Jr (terzo, con 96 milioni), Antoine Griezman (settimo, con 33 milioni), Gareth Bale (ottavo, con 29 milioni) e David de Gea (decimo, con 23 milioni).

Real Madrid e Barcellona: le eterne rivali

Secondo i pronostici degli operatori di scommesse sportive, anche quest’anno saranno Real Madrid e Barcellona a contendersi il campionato di Spagna, con identiche probabilità di vittoria. Le quote sulla Liga del 20 ottobre, infatti, danno Real e Barça entrambe al 2,37. 

Real Madrid e Barcellona sono due delle squadre più blasonate d’Europa. Grazie alle loro imprese, il “football” iberico è da anni un punto di riferimento a livello mondiale, dominando il ranking dei coefficienti UEFA. Solo per citare qualche dato, possiamo ricordare che il Real Madrid nel corso della sua storia ha vinto, tra gli altri trofei, 34 volte la Liga, 19 volte la Coppa del Rey e ben 13 volte la Champions League (record assoluto), di cui tre volte consecutivamente nelle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Dal canto suo, il Fútbol Club Barcelona può annoverare nel suo palmarés 26 vittorie di Liga, 30 Coppe del Rey e cinque Champions.



Da queste due squadre provengono molti dei giocatori della nazionale spagnola, che negli ultimi anni ha conquistato due campionati europei consecutivi (2008 e 2012) e un mondiale (2010). Anche se nei mondiali del 2018 non è riuscita ad andare oltre gli ottavi di finale, perdendo ai rigori contro i padroni di casa della Russia, “La Roja” resta attualmente una delle nazionali più forti de mondo e una delle favorite alla vittoria per i campionati mondiali che si terranno in Qatar nel 2022.

Una fase di transizione per “blancos” e “blaugrana”

Le due squadre saranno ancora una volta le grandi protagoniste del campionato spagnolo, pur trovandosi in questo momento in un periodo di relativa difficoltà. 

Da una parte, i “Blancos” hanno concluso, per la prima volta in vent’anni, la campagna estiva del calciomercato senza fare acquisti, pur incassando oltre 100 milioni dalle cessioni. Il Real non è più quello dell’“Epoca Galattica” inaugurata dal presidente Florentino Pérez all’inizio degli anni duemila e quest’anno Zidane dovrà “accontentarsi” di “cucinare" con ciò che ha già in casa.



Dall’altra parte, il Barcellona è nel pieno di una delle peggiori crisi della sua storia (che risale al 1899). A fine agosto Messi veniva dato da quasi tutti gli osservatori come già fuori dal club, dopo la clamorosa rottura con il presidente blaugrana Josep Maria Bartomeu. La tensione all’interno dello spogliatoio resta ancora alta. L’arrivo sulla panchina di un ex veterano come Ronald Koeman (al Barcellona dal 1989 al 1995), fa parte di un processo di rinnovamento della squadra che molti si aspettano già da tempo. Eppure, è ancora presto per capire se l’olandese, uno dei difensori più "goleador" di tutti i tempi, con 253 retri in 535 partite, sarà davvero in grado di portare a termine la rigenerazione del club. 

Nonostante tutto, anche quest’anno, nella Liga, si prospetta una competizione a due senza tregua e fino all’ultimo minuto.

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